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LE CONSEGUENZE PENALI DEL REATO DI RICETTAZIONE

Si è sentito parlare molto spesso del reato di ricettazione, chiaramente in tema di azioni criminali. Ma di cosa si tratta esattamente?

Ai sensi dell’art. 648 del codice penale la ricettazione indica l’attività di acquistare, tenere per sé o di nascondere qualsiasi cosa proveniente da un alto delitto, il tutto per ricavarne profitto e quindi aumentare il proprio patrimonio. Viene considerato parte del reato anche il far acquistare o nascondere, in modo non diretto, queste cose a terzi.

Un esempio di questo reato è la sentenza contro il sig. Sufien (nome di fantasia), che lo condannava per la ricettazione di vari supporti informatici senza il marchio SIAE e con firme di marca false.                                                                          

La Corte d’Appello, dopo che la difesa aveva proposto ricorso, aveva stabilito che la sentenza emessa inizialmente era corretta in quanto, anche se la mancanza del marchio SIAE era poco rilevante penalmente, come aveva riportato la difesa, vi era stata però la violazione dei diritti d’autore (nel caso di supporti musicali), e che il materiale sequestrato era destinato alla vendita abusiva, trattandosi di una quantità pari a un paio di centinaio, e che vi erano anche delle copertine fotocopiate per CD e i DVD inclusi nel materiale, che confermavano la duplicazione abusiva; e inoltre l’imputato era sprovvisto di documenti che attestassero una provenienza lecita.                                                          

Il provvedimento ha dichiarato che il ricorso era inammissibile e che l’imputato, ai sensi dell’art. 616 del c.p.p., veniva condannato al pagamento di euro duemila in favore della Cassa delle Ammende e delle spese processuali.

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